
Credo che sia stato già fotografato tutto il fotografabile. Con ogni tipo di esposizione, inquadratura, soggetto, angolazione. Probabilmente ci sono intere collezioni di fotografie di cavatappi, tramonti su discariche e nani da giardino.
E io che ci faccio qui? Bella domanda. E' Piccettino che ha insistito tanto...
CHI SONO
Aldo Giarelli, classe 1974. Eredito la passione della fotografia da mio padre Mauro ed eredito anche la mia prima macchina fotografica analogica: una Olympus OM1. Mio padre è molto orgoglioso di avermi trasmesso questo suo interesse ma, riferendosi alla macchina fotografica, mi ha sempre ricordato che ereditare quando il parente è ancora in vita si chiama furto.
Adesso uso una Nikon D200 con due ottiche di cui un zoom 70-300 mm.
PERCHE'?
Quando si fotografa, quando io fotografo, mi pongo parecchie domande: se la foto e' fatta bene (tempo, diaframma, esposizione, inquadratura...), se mi piace e mi soddisfa il soggetto e se potra' piacere a terzi. A me interessa che ogni scatto racconti una storia. Che chi la guardi si possa soffermare senza affrettarsi alla successiva. Perchè fare foto è un po' come fare lo scrittore. E si pecca di presunzione. La presunzione di aver qualcosa da dire e la presunzione che qualcuno abbia voglia di ascoltarlo.
Nella sezione progetti ci sono alcune idee che ho sviluppato e che propongo a chi abbia sufficiente ironia e coraggio per guardarsi con gli occhi di un altro. Perchè quello che credo è che la fotografia sia uno specchio molto particolare che riveli alcuni aspetti di noi stessi che un normale specchio non rifletterebbe.
Ah...comunque benvenuti!
Aldo